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(da : Itinerari Veronesi - Ed. Athesis)
Itinerario n° 4
Ronchi – Val di Penéz – Rifugio Fraccaroli – Rifugio Pertica e ritorno
Tempo di percorrenza: circa 7 ore
Dislivello: circa 1500 metri in andata ed altrettanti al ritorno
Periodo consigliato: da tarda primavera (se non innevato) ad inizio autunno
Difficoltà: per buoni camminatori e ben allenati
Riferimenti: cartina n° 4
Risalita da Ala la Val di Ronchi (strada asfaltata ma stretta, prestare quindi attenzione!) si raggiunge l'abitato di Ronchi e, oltre la curva successiva, quello di Mas (parcheggio abbastanza ampio nei pressi della curva fra Ronchi e Mas).
Ci si dirige ora a piedi da Mas lungo la strada più alta (a sinistra) seguendo il segnavia CAI n° 108 e lasciando a destra la via per contrada Ponzolotti. La stradina sale con forte pendenza verso sud e, dopo un doppio tornante, oltrepassa sulla sinistra il maso Michei situato a 813 metri di quota.
Poco più avanti si incontra un bivio. A destra troviamo il sentiero segnalato dal CAI col n° 109 che proviene dal passo Pertica e dal quale faremo ritorno. Lo lasciamo in basso assieme alla vicina Casa Eccheli e proseguiamo la nostra salita sulla sinistra lungo la strada che conduce, aggirando a sud un alto dirupo, dentro l'impluvio della Val di Penèz.
A quota 1008 la stradina bianca. che stiamo percorrendo piega decisamente a destra e conduce ad una vecchia cava. Noi, invece, proseguiamo in salita verso est per un sentiero (sempre segnalato col n° 108) che corre lungo la sinistra orografica della valle, dapprima con qualche tornante e poi dritto ma con forte pendenza fino all'ormai diroccata malga Penèz 1.441 metri ore 1.30 circa da Ronchi-Mas).
Dopo un breve tratto verso nord meno impegnativo il sentiero, puntando in direzione nord-ovest, torna a farsi ripido e faticoso raggiungendo il dirupato costone sud-occidentale di Cima Levante. Qui si stacca a sinistra il sentiero di raccordo con il sentiero segnalato dal CAI col n° 114 proveniente da Ronchi ma passante per il coston di Perobia. Trascuriamo questa variante lasciandola alla nostra sinistra e seguiamo il nostro itinerario principale che piega ora decisamente ad est. Inizialmente si supera un tratto quasi pianeggiante ma poi si torna a salire attraversando le pendici occidentali della Pala del Cherle (1980 metri) appena a sud della quale ci si raccorda, all'incirca a 1900 metri di quota, alla mulattiera di arroccamento che percorre tutte le creste settentrionali del Gruppo della Carena da Cima Carega al Coni Zugna. Imboccata la mulattiera si prosegue per essa verso destra (sud) lasciando sulla sinistra il sentiero segnalato dal CAI col n° 115) che condurrebbe a Cima Levante.
Il sentiero sfiora adesso il filo della lunga cresta meridionale della Pala del Cherle rimontando, dopo alcune centinaia di metri il costone mugoso che separa Val di Penèz, a nord, dalla Val di Lovro a destra. Qui, sulla sommità del citato costone ed all’estremità settentrionale dell’incantevole Prà de Sinel, a quota 1990 metri troviamo la piccola ma accogliente Capanna Sinel (ore 1 da malga Penèz).
Si prosegue verso sud attraversando interamente da nord-ovest a sud-est il Prà di Sinel e poi, ancora per comoda mulattiera si prosegue appena al di sotto (sul versante ovest) del filo di cresta sfiorando un intaglio del crinale in corrispondenza del Castello dei Cherle, da cui è possibile cogliere un suggestivo colpo d’occhio sul selvaggio sottogruppo del Chele, irto di torrioni e solcato da spaventosi canaloni.
Poco più avanti si tocca la bocchetta della Neve (quotata 2097 metri), da dove proviene il sentiero che percorre il Valòn dei Cavai e le Giare Bianche. La mulattiera piega ora verso sud e passa, scavata nella roccia, fra il costone occidentale di Cima Posta ed il crinale orientale di Cima delle Grole attraverso il valico detto appunto bocchetta delle Grole. Poi piega a sinistra contornando la testata del bellissimo circo glaciale sospeso di malga Posta, lasciata alle spalle anche Cima del Cherlong (2210 metri), dopo un paio di tornanti il sentiero conduce infine alla forcelletta fra Cima Carega (da qui raggiungibile in pochi istanti salendo a sinistra per scaglioni rocciosi) e la Costa Media dove, a pochi passi sulla destra, a 2238 metri di quota sorge il rifugio Fraccaroli (ore 1 da capanna Sinèl: ore 3.30 abbondanti da Ronchi-Mas)
Inizia ora la via di discesa. Lasciato alle spalle il rifugio Fraccaroli ci si dirige verso sud (in direzione cioè del Plische) ignorando, subito a destra, il “sentiero del Creste" che, segnalato dal CAI col n° 108, percorre tutto il crinale della Costa Media e cala poi sulla rotabile Scalorbi-Revolto nei pressi del passo Pertica. Il nostro itinerario, invece, scende lungo l'assolato Vallone della Teleferica dapprima obliquamente sfruttando qualche tornante, e poi in lunga diagonale, tenendosi sul lato destro idrografico del vallone medesimo. Non mancano comunque le segnalazioni del CAI. in questo tratto contraddistinte dal n° 286. Sulla nostra sinistra si scorgono i vecchi piloni della teleferica militare che, unitamente a quella che risaliva lungo il vaio Pelagatta fino all'omonimo passo, permetteva il trasporto di materiali a Cima Carega dalla sottostante Valle di Lora. Si cammina su terreno instabile. ricco di sfasciumi rocciosi e magra vegetazione. Man mano che si perde quota il sentiero si fa meno ripido e si modifica anche il paesaggio: si sta deviando infatti sotto le pendici mugose e ricche di bassa vegetazione della Costa Media. Ad un certo punto il sentiero abbandona il vallone e gira a destra, fra un fitto intrico di rami di mugo. Segue un bel prato oltre il quale ci si raccorda in breve alla strada che unisce fra loro i rifugi Scalorbi, Pertica e Revolto.
La si segue verso destra (ovest) e si scende lungo essa facilmente ai 1573 metri di quota del passo Pertica magari usufruendo di qualche evidente scorciatoia che permette di abbreviare il percorso (1 ora circa). Dal Pertica si prende adesso il sentiero n° 109 che scende in Val di Ronchi. Si passa sotto l'aggettante parete della Cengia di Pertica e quindi si comincia a perdere quota con numerosi tornanti nel bosco (Madonnina). Cessati i tornanti il sentiero prosegue nel bosco in discesa e, attraversato il letto asciutto di alcuni torrenti che qui confluiscono, si raggiunge una mulattiera che scende verso sinistra. Si imbocca la mulattiera e si sale lungo essa verso destra attraversando in costa con alcuni saliscendi tutta la parte bassa del versante occidentale della conca di malga Posta. Attraversati numerosi canaloni si raggiunge la spianata di malga Brusà (891 metri) e dopo questa si oltrepassano i canaloni delle valli Lovro e Penèz. Oltre quest'ultima una breve salita conduce all'altura dove sorgono le case Schincheri (815 metri). Da queste si continua verso nord, si raggiunge contrada Eccheli e quindi ci si ricollega alla parte iniziale del percorso fatto all'andata e, per questo, si torna in poche decine di minuti, passando da maso Michei, a Mas ed a Ronchi (ore 2 dal passo Pertica; complessivamente ore 6.30. abbondanti).