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TEATRINO GIULLARE
FINALE DI PARTITA di Samuel Beckett
Questo Finale di partita è realizzato con attori/giocatori che muovono e animano pedine/personaggi su una scacchiera, ed è la sua prima rappresentazione europea con le tecniche del teatro di figura: un?originale e inquietante messa in scena che forse sarebbe piaciuta allo stesso Beckett, il primo a paragonare l?andamento della pièce alle mosse degli scacchi.
Ne sono interpreti due attori ai lati opposti di una scacchiera illuminata dall'alto, manipolatori-giocatori in costume, con maschere di cartapesta sul volto. L'azione è affidata a quattro figure di legno spostate ?a vista? sulla scacchiera: pedine-personaggi che muovono una delle storie più significative ed enigmatiche della drammaturgia del Novecento. Pupazzi com?è nello stile della compagnia, forse anche il modo migliore per rendere oggi il mondo del grande autore irlandese, di cui il Teatrino Giullare intende restituirci la lacerante denuncia della condizione umana.
Biglietto posto unico Euro 8 (ridotto Euro 6) in vendita il giorno della rappresentazione dalle ore 20

DALL´8 FEBBRAIO AL 31 MARZO TREDICI SERATE AL CAMPLOY, ALL'INSEGNA DELLA SPERIMENTAZIONE, DI PROSA, DANZA E MUSICA. ABBONAMENTI E BIGLIETTI A PREZZI MOLTO CONTENUTI.
TEATRO
La prosa parte
l'8 febbraio con Ascanio Celestini in «Scemo di guerra» su un proprio
testo tratto dai racconti del padre sul giorno della liberazione di Roma, il
4 giugno 1944.
Il 23 febbraio Roberto Abbiati e Leonardo Capuano presentano
«Pasticcieri - Io e mio fratello Roberto», una storia d'amore che ricorda
Cyrano, con tanto di dolcetti e creme realizzati in scena e poi offerti al
pubblico. De Filippo filtrato dal linguaggio dell'innovazione di Alfonso
Santagata e la compagnia Katzenmacher, è di scena il 3 marzo con i
tre atti unici «Quali fantasmi». Il 9 marzo «L'ereditiera» di
Annibale Ruccello, per la cui regia Arturo Cirillo ha vinto nel 2004 il
Premio Ubu e il Premio dell'Associazione nazionale critici di teatro. Il
22 marzo «Finale di partita» di Beckett, per il quale il Teatrino
Giullare ha realizzato una vera partita a scacchi. Infine il 30 marzo
i veneziani Pantakin si cimentano in «Shylock» tratto dal Mercante di
Venezia di Shakespeare.
DANZA
Apre il 4 marzo Naturalis Labor di Luciano Padovani con un lavoro sul tango, «Declaraciòn», contaminato con la danza contemporanea, e al termine milonga aperta a tutti. Il 18 marzo «Suonocorpo» di Motomimetico, coreografia ed interpretazione di Emma Scialfa, sicuramente lo spettacolo più innovativo ed "estremo" della rassegna, con la danzatrice utilizzata come uno strumento musicale. CMP di Simona Bucci ci porta nello stile di Nikolais e della Carlson con «Indissolubile Eco» e un estratto da «I rimasti», il 24 marzo. Infine il 31 marzo «Homme» di Enzo Celli, un'ora di sfrenato hip hop.
JAZZ
Il 19 febbraio Kenny Wheeler e la Colours Jazz Orchestra, con cui il trombettista anglocanadese ha iniziato una fruttuosa collaborazione, apre una sezione solitamente da camera: occasione speciale in quanto in prima data italiana e fresco di nomination al Grammy. L'8 marzo giornata della donna, vede protagonista una voce femminile: Norma Winstone con il chitarrista John Parricelli. Chiudono il 27 marzo Bobo Stenson (pianoforte) e Anders Jormin (contrabbasso), eccezionalmente in duo.
Tutte le serate iniziano alle 20.45.
ABBONAMENTO PROSA (6 spettacoli) € 20
ABBONAMENTO DANZA (4 spettacoli) € 15
POSTO UNICO INTERO € 8
POSTO UNICO RIDOTTO (studenti e giovani fino ai 26 anni) € 6
Si comincia l'8 febbraio con una “storia di guerra” com’è quella raccontata ad Ascanio Celestini dal padre e a sua volta a noi da Ascanio con lo spettacolo Scemo di guerra. «Una storia – dice Ascanio Celestini – di quando mio padre era ragazzino. È la storia del 4 giugno del 1944, il giorno della Liberazione di Roma. Per tanto tempo questa è stata per me l’unica storia concreta sulla guerra. Era concreta perché conoscevo le strade di cui parlava. Conoscevo il cinema Iris dove mio padre aveva lavorato con mio nonno e poi era concreta perché dopo tante volte che l'ascoltavo avevo incominciato a immaginarmi pure i particolari più piccoli del suo racconto. Quando ho incominciato a fare ricerca ho deciso – conclude Celestini – di registrarlo e provare a lavorare sulle sue storie».
Il 23 febbraio in programma una storia di rivalità amorosa che si racconta tra i fornelli della cucina, con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano protagonisti di PASTICCERI - Io e mio fratello Roberto. La storia ruota attorno a due fratelli gemelli innamorati della stessa donna, due fratelli assolutamente diversi nello spirito: che, nell'aspettare la loro Rossana in pasticceria, si riveleranno ottimi pasticceri e alla fine ci renderanno persino partecipi della loro notevole arte culinaria offrendoci i dolci da loro preparati durante lo spettacolo.
Venerdì 3 marzo ci aspetta una storia fatta di dispositivi comici e soluzioni grottesche, di ambiguità e mistero, di ironia e paradosso, proposta il dalla Compagnia Katzenmacher. Attraverso i tre atti unici Amicizia, Gennareniello e Il cilindro, vedremo in scena i personaggi impulsivi, burberi, grotteschi, fantasiosi, inquieti e stravaganti creati da Eduardo De Filippo, qui rivisitati da Alfonso Santagata.
Dal comico e dal paradosso alla storia d’amore e disamore in programma il 9 marzo: L'ereditieria di Annibale Ruccello e Lello Guida che riprende un celebre spettacolo del 1982 tratto dal romanzo Washington Square di Henry James, già ispiratore, nel 1949, del film L'ereditiera con la regia di William Wyler e con Olivia de Havilland, che per la sua interpretazione vinse l'Oscar come migliore attrice protagonista. La vicenda, da New York passa così nel magico incanto del golfo di Napoli, o meglio di Sorrento.
Da una New York "trasferita" in Campania alla scacchiera beckettiana di Finale di partita (in scena il 22 marzo) su cui si racconta la storia di Hamm, moderno Amleto, cieco e costretto all'immobilità su di una sedia a rotelle, e di Clov, suo fedele servitore, condannato a spostarsi senza requie con un’andatura vacillante. Ma nel centenario dalla nascita di Beckett ecco un nuovo punto di vista: quasi alla lettera, questo Finale di partita del Teatrino Giullare sottende una “partita a scacchi”. Ecco dunque in scena una scacchiera di sessantaquattro caselle bianche e nere con marionette-scacchi che sono i personaggi beckettiani e con i due attori nei panni dei giocatori.
E per finire la storia nota del Mercante di Venezia mescolata a quella meno nota di una novella tratta dal Pecorone di Giovanni Fiorentino. In SHYLOCK - L'arte della maschera in scena il 30 marzo la sfida è "decostruire" e ricostruire Il mercante di Venezia di Shakespeare, testo ormai cristallizzato nel mito e, come per la maggior parte dei miti, guardato e avvicinato con fin troppo timore e reverenza. Il fulcro attorno al quale gira lo spettacolo è la Maschera: la maschera come oggetto di scena e come metafora.