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Quell'ultima
sera non ha mangiato
perché lui è il vero cibo e la vera bevanda. Ci ha donato se stesso
perche noi fossimo sostenuti nel cammino verso il Regno
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IL VANGELO
di Don Giuseppe
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CORPO E SANGUE DEL SIGNORE
14 giugno 2009
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Beato
Angelico – L’istituzione dell’Eucarestia (1450 ca) – Museo S. Marco
- Firenze
PREGHIERA
Signore, Dio vivente, guarda il tuo popolo radunato intorno a questo
altare, per offrirti il sacrificio della nuova alleanza; purifica i
nostri cuori, perché alla cena dell’Agnello possiamo pregustare la
Pasqua eterna nella Gerusalemme del cielo.
LECTIO SUL VANGELO
VANGELO
Dal vangelo secondo Marco (14,12-16.22-26)
L‘Eucaristia è il centro della vita cristiana: il Signore Gesù ci dà se
stesso perché viviamo di lui e diventiamo come lui.
Lettura – leggo per capire cosa dice il Signore
Il riferimento è
alla Pasqua, principale festività ebraica, istituita come memoriale
della liberazione dall’Egitto 1250 a.C.
La Pasqua è
celebrata nella notte della luna piena del 1° mese dell’anno.
Nel segno
inequivocabile Gesù manifesta anche in questo il potere profetico: gli
uomini non portavano brocche, compito delle donne, ma otri di pelle.
La stanza da pranzo era nel piano superiore per attutire il chiasso della strada.
È una stanza
preparata a festa
12 Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la vittima di Pasqua,
i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare l'agnello di Pasqua?».
13 Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro:
«Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo.
14 Là dove entrerà,
dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia sala, in cui io possa mangiare l'agnello di Pasqua con i miei discepoli?
15 Egli vi mostrerà al piano superiore una grande stanza, arredata e già pronta;
lì preparate la cena per noi».
16 I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la cena di Pasqua.
“Prese… recitò…
spezzò…” sono azioni rituali della Pasqua.
Il sangue
dell’alleanza si rifà a Es 24,1-8; Eb 9,19-21; Eb 10,28-30.
Il voto di Gesù di
astenersi dal bere è un simbolo profetico della morte imminente. Gesù ha
digiunato, ha donato se stesso perché lui è cibo e bevanda di vita
22 Mentre mangiavano,
prese un pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro,
dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».
23 Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.
24 E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti.
25 In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».
26 Dopo aver cantato
l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Meditazione – cosa Dio dice a me
Preghiera – cosa io posso dire a Dio
Condivisione – comunico ai fratelli quello che il Signore mi ha fatto
capire
Azione – cosa può cambiare per me
PRIMA LETTURA
Dal libro deII’Èsodo (24,3-8)
Mosè discende dal Sinai e offre dei sacrifici a Dio e, agendo da
intermediario, conferma il patto dell’alleanza aspergendo con il sangue
l’altare il popolo.
In quei giorni, 3 Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!». 4 Mosè scrisse tutte te parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. 5 Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
6 Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti
catini e ne versò l’altra metà sull’altare. 7
Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo.
Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo
ascolto». 8 Mosè prese il sangue e ne asperse
il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha
concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».
SALMO RESPONSORIALE (SaI 115,12-13.15-18)
Alzerò
il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.
SECONDA LETTURA
Dalla lettera agli Ebrei (9,11-15)
Anche la lettera agli Ebrei si sofferma sul sacrificio di Cristo, del
quale i sacrifici antichi erano simbolo e preannuncio insieme. «E il
sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza».
Fratelli, 11 Cristo è venuto come sommo
sacerdote dei beni futuri, attraverso una Tenda più grande e più
perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioè non appartenente a questa
creazione. 12 Egli entrò una volta per sempre
nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù
del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. 13
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere
di una giovenca, sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano,
purificandoli nel corpo, 14 quanto più il
sangue di Cristo - il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso
senza macchia a Dio - purificherà la nostra coscienza dalla opere di
morte, perché serviamo al Dio vivente? 15 Per
questo egli è mediatore di un'alleanza nuova, perché, essendo
intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto
la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità
eterna che era stata promessa.
SEQUENZA
(La
sequenza è facoltativa e si può cantare o recitare anche nella forma
breve).
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non
dev’essere gettato.
Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella
manna data ai padri.
Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nùtrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella
terra dei viventi.
Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella
gioia dei tuoi santi.
PREGHIERA
Avevi donato tutto,
non avevi trattenuto nulla per te.
Avevi donato il tuo tempo
— che è la cosa più preziosa di ogni uomo —
perché tutti potessero
incontrarti ed ascoltarti, vederti e toccarti.
Avevi donato la tua parola perché tutti sentissero
una notizia buona: il Regno che viene,
perché tutti avvertissero che Dio veniva loro incontro
in qualsiasi situazione,
nel profondo di qualsiasi oscurità,
per offrire una vita nuova.
Avevi donato gesti di bontà e di tenerezza,
di coraggio e di misericordia:
avevi toccato il lebbroso,
rimesso in piedi il paralitico,
restituito i figli morti a coloro che li amavano.
I tuoi occhi avevano guardato
con limpidezza ed amore
anche le creature segnate a dito
per il loro comportamento.
Nelle situazioni scabrose
ti eri mostrato pieno di saggezza e di bontà.
Non ti restava altro da offrire
che te stesso, il tuo corpo e il tuo sangue, la tua stessa vita.
E ne hai fatto un dono per tutti.
Ci hai lasciato un segno perenne
del tuo amore che non viene meno.
Ogni volta che tendo le mie mani,
mani segnate dalla sporcizia del peccato,
dall’usura e dalla fatica del tempo,
tu metti nelle mie mani te stesso,
quel pane che è il tuo corpo
spezzato per la vita del mondo.
(ROBERTO LAURITA)