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Quell'ultima sera non ha mangiato
perché lui è il vero cibo e la vera bevanda.  Ci ha donato se stesso perche noi fossimo sostenuti nel cammino verso il Regno

 

09-34-Corpoe Sangue del Signore-B.pdf

 


 

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Andrea Maimeri

 CORPO E SANGUE DEL SIGNORE   

14 giugno 2009

         Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.Beato Angelico – L’istituzione dell’Eucarestia (1450 ca) – Museo S. Marco - Firenze 

PREGHIERA 
 

Signore, Dio vivente, guarda il tuo popolo radunato intorno a questo altare, per offrirti il sacrificio della nuova alleanza; purifica i nostri cuori, perché alla cena dell’Agnello possiamo pregustare la Pasqua eterna nella Gerusalemme del cielo.  
 

LECTIO SUL VANGELO  
 
 

VANGELO 
 

Dal vangelo secondo Marco (14,12-16.22-26)  
 

L‘Eucaristia è il centro della vita cristiana: il Signore Gesù ci dà se stesso perché viviamo di lui e diventiamo come lui. 
 
 
 

Lettura – leggo per capire cosa dice il Signore 
 
 

Il riferimento è alla Pasqua, principale festività ebraica, istituita come memoriale della liberazione dall’Egitto 1250 a.C. 
 

La Pasqua è celebrata nella notte della luna piena del 1° mese dell’anno. 
 
 

Nel segno inequivocabile Gesù manifesta anche in questo il potere profetico: gli uomini non portavano brocche, compito delle donne, ma otri di pelle. 
 
 

 
 

La stanza da pranzo era nel piano superiore per attutire il chiasso della strada.

È una stanza preparata a festa 
 
 
 

12 Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la vittima di Pasqua,

i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare l'agnello di Pasqua?».

13 Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro:

«Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo.

14 Là dove entrerà,

dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia sala, in cui io possa mangiare l'agnello di Pasqua con i miei discepoli?

15 Egli vi mostrerà al piano superiore una grande stanza, arredata e già pronta;

lì preparate la cena per noi».

16 I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la cena di Pasqua.

“Prese… recitò… spezzò…” sono azioni rituali della Pasqua. 
 
 
 
 
 
 
 

Il sangue dell’alleanza si rifà a Es 24,1-8; Eb 9,19-21; Eb 10,28-30. 
 
 

Il voto di Gesù di astenersi dal bere è un simbolo profetico della morte imminente. Gesù ha digiunato, ha donato se stesso perché lui è cibo e bevanda di vita 
 
 
 
 
 
 

22 Mentre mangiavano,

prese un pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro,

dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».

23 Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.

24 E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti.

25 In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».

26 Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.  
 
 
 
 
 

Meditazione – cosa Dio dice a me 
 
 

Preghiera – cosa io posso dire a Dio 
 
 

Condivisione – comunico ai fratelli quello che il Signore mi ha fatto capire 
 
 

Azione – cosa può cambiare per me  
 
 
 
 
 
 

PRIMA LETTURA 
 

Dal libro deII’Èsodo (24,3-8) 
 

Mosè discende dal Sinai e offre dei sacrifici a Dio e, agendo da intermediario, conferma il patto dell’alleanza aspergendo con il sangue l’altare il popolo. 
 

In quei giorni, 3 Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!». 4 Mosè scrisse tutte te parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. 5 Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.

6 Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. 7 Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto». 8 Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!». 
 
 
 
 

SALMO RESPONSORIALE (SaI 115,12-13.15-18)

Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. 
 

Che cosa renderò al Signore,

per tutti i benefici che mi ha fatto?

Alzerò il calice della salvezza

e invocherò il nome del Signore. 
 

Agli occhi del Signore è preziosa

la morte dei suoi fedeli.

Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:

tu hai spezzato le mie catene.  
 

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento

e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore

davanti a tutto il suo popolo.  
 

SECONDA LETTURA

Dalla lettera agli Ebrei (9,11-15) 
 

Anche la lettera agli Ebrei si sofferma sul sacrificio di Cristo, del quale i sacrifici antichi erano simbolo e preannuncio insieme. «E il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza». 
 

Fratelli, 11 Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una Tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioè non appartenente a questa creazione. 12 Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. 13 Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano, purificandoli nel corpo, 14 quanto più il sangue di Cristo - il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio - purificherà la nostra coscienza dalla opere di morte, perché serviamo al Dio vivente? 15 Per questo egli è mediatore di un'alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che era stata promessa.  
 
 
 

SEQUENZA

(La sequenza è facoltativa e si può cantare o recitare anche nella forma breve). 
 

Ecco il pane degli angeli,

pane dei pellegrini,

vero pane dei figli:

non dev’essere gettato. 
 

Con i simboli è annunziato,

in Isacco dato a morte,

nell’agnello della Pasqua,

nella manna data ai padri. 
 

Buon pastore, vero pane,

o Gesù, pietà di noi:

nùtrici e difendici,

portaci ai beni eterni

nella terra dei viventi. 
 

Tu che tutto sai e puoi,

che ci nutri sulla terra,

conduci i tuoi fratelli

alla tavola del cielo

nella gioia dei tuoi santi. 
 
 
 
 

PREGHIERA

Avevi donato tutto,

non avevi trattenuto nulla per te.

Avevi donato il tuo tempo

— che è la cosa più preziosa di ogni uomo —

perché tutti potessero

incontrarti ed ascoltarti, vederti e toccarti. 
 

Avevi donato la tua parola perché tutti sentissero

una notizia buona: il Regno che viene,

perché tutti avvertissero che Dio veniva loro incontro

in qualsiasi situazione,

nel profondo di qualsiasi oscurità,

per offrire una vita nuova. 
 

Avevi donato gesti di bontà e di tenerezza,

di coraggio e di misericordia:

avevi toccato il lebbroso,

rimesso in piedi il paralitico,

restituito i figli morti a coloro che li amavano. 
 

I tuoi occhi avevano guardato

con limpidezza ed amore

anche le creature segnate a dito

per il loro comportamento.

Nelle situazioni scabrose

ti eri mostrato pieno di saggezza e di bontà. 
 

Non ti restava altro da offrire

che te stesso, il tuo corpo e il tuo sangue, la tua stessa vita.

E ne hai fatto un dono per tutti.

Ci hai lasciato un segno perenne

del tuo amore che non viene meno. 
 

Ogni volta che tendo le mie mani,

mani segnate dalla sporcizia del peccato,

dall’usura e dalla fatica del tempo,

tu metti nelle mie mani te stesso,

quel pane che è il tuo corpo

spezzato per la vita del mondo.

                 (ROBERTO LAURITA)